Notizie dal CIF
La 45 ª Settimana sociale dei cattolici, nel centenario della loro istituzione, è occasione propizia per ritornare alle origini di un impegno civile e politico dei cattolici e per mettere in luce le radici culturali del loro pensiero sociale, che propone un progetto di democrazia orientata al bene comune, facendo leva sul solidarismo e sulla cooperazione, a partire dal riconoscimento del primato della persona.
L’excursus storico riportato alla memoria dei cattolici dal Documento Preparatorio per la 45ª Settimana sociale dei Cattolici Italiani (Pistoia/Pisa 18-21 ottobre 2007, Il bene comune oggi – un impegno che viene da lontano) segna le tappe dell’evoluzione di un pensiero e di un impegno che ha sviluppato in modo originale posizioni dottrinali e prassi ispirate con lungimiranza all’idea di una democrazia solidale e paritaria, di un popolarismo radicato nel tessuto del Paese e lontano dalle pretese elitarie di un liberalismo anticlericale o dalla visione marxista, massificata e deterministica della società. Si tratta di un secolo di storia, ancora tutto da narrare ricostruendo fatti e biografie, documenti non ancora acquisiti dalla coscienza culturale e civile del Paese, eppure preziosi per guardare al futuro.
Anche oggi i cattolici non possono abdicare ai doveri inderogabili della loro cittadinanza democratica, ma devono farsi carico del destino del Paese, vincendo le tentazioni individualistiche del pessimismo, dell’apatia, della rassegnazione e non cedendo all’idea dell’insignificanza per la mancanza di riferimenti a un solo partito politico.
D’altra parte la crisi della rappresentanza e la disaffezione nei riguardi della politica, pur presente tra molti cattolici, non ha impedito un impegno attivo nella società civile e nel volontariato, che rivela sempre una forte carica di solidarismo cristiano e di comunione.
Tuttavia la mancanza di visibilità e di unitarietà nell’impegno politico non può coincidere con l’insignificanza o il disinteresse dei cattolici, ma può tradursi in un’occasione propizia per scelte di laicità ispirate a quella “differenza cristiana” legata al magistero della Chiesa, libera da vincoli ideologici e totalmente adeguata alla gravità dei problemi che sono da affrontare, partendo dalla sincera ricerca del bene comune, inteso non come somma dei singoli beni individuali, ma come bene di tutta la comunità.
E se pensiamo che l’obiettivo di tendere al bene di ogni comunità scaturisce dall’impegno etico di ogni persona, a prescindere dal proprio credo religioso per la consapevolezza della comune umanità e del doversi impegnare a migliorare le condizioni di vita, per i cattolici in un mondo globalizzato si aprono spazi nuovi al dialogo e alla collaborazione con persone di culture diverse animate dalla medesima passione civile.
L’idea del bene comune richiama quello di un principio universale e chiama in causa la responsabilità individuale e sociale per l’identificazione dei diritti umani e delle res novae, che caratterizzano il nostro tempo come piattaforma di una ricerca attiva di corresponsabilità.
In un clima di relativismo etico ritorna come problema urgente la centralità della questione antropologica e il valore trasformante dell’etica cristiana, che abbraccia la sfera personale e collettiva sostanziandosi del dono della carità.
Per questo oggi occorre ripensare il senso della democrazia non come insieme di procedure, ma come rispetto della libertà e dei valori umanistici e valorizzare l’apporto che le formazioni sociali, come le associazioni, possono dare al bene comune.
In particolare l’associazionismo femminile rappresenta una scuola di democrazia e un fermento di solidarietà e di valorizzazione di ogni risorsa, perché le donne presenti trasversalmente in tutte le istituzioni, a partire dalla famiglia, rappresentano una forza di coagulo, di formazione umana e di comunione, che è la base essenziale del bene comune.
In tal senso il CIF nel riflettere su un tema nevralgico per la vita del paese, insieme alla propria disponibilità operativa, intende proporre un contributo di pensiero che attinge alla ispirazione cristiana, sociale e civile che ha coltivato fin dalle origini, “nella ricerca di strade praticabili e condivise per trasformare, umanizzandoli in senso pieno, gli spazi della convivenza” (CEI, Nota pastorale dopo Verona, Rigenerati per una speranza nuova: testimone del grande sì di Dio all’uomo, 18).
— notizia pubblicata feb 27, 17:34
I commenti per questo articolo sono stati chiusi.
CIF Provinciale Milano - Viale Lazio, 20 | C.F./P. IVA 08371720155 | Tel. 02/54100336 | cifmilano@libero.it
|