Notizie dal CIF
*In occasione dei festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia
il Centro Italiano Femminile della Lombardia organizza il convegno
“LE DONNE E L’UNITÀ D’ITALIA:
RISORGIMENTO, NOVECENTO, OGGI”
Milano, 9 Aprile 2011
Auditorium Consiglio Regionale della Lombardia
Via Fabio Filzi, 29 (ingresso Via Galvani, 10)*
Ore 9,00 Accoglienza e registrazione partecipanti
Ore 9,30 Saluti delle Presidenti:
Comunale di Milano, Provinciale di Milano e Regionale della Lombardia
Momento di preghiera e di riflessione a cura di Monsignor Giampiero Crippa
Consulente ecclesiastico CIF Lombardia
Ore 10,00 Antonella Di Matteo: “Da Anita Garibaldi a Maria Montessori”
Ore 10,45 Patrizia Toia: “Nuovi diritti e nuovi ruoli nel ventesimo secolo”
Ore 11,30 Dibattito – per continuare un cammino..
Moderatrice Franca Aiani
Ore 13,00/14,30 Pranzo
Ore 14,30 Performance musicale e teatrale
“Il ruolo e lo stato sociale della donna dal 1861 ad oggi”
problematiche femminili delle donne dell’Ottocento e di quelle attuali attraverso
letture di testi, musiche e dialoghi scritti e recitati da giovani attori professionisti
Ore 16,00 Le voci del C.I.F. (piccola intervista alle nostre donne)
Ore 16,30 Conclusione lavori
Saluti delle Presidenti
— notizia pubblicata 325 giorni fa
Il CIF Provinciale Milano da oggi ha una nuova veste grafica.
Il nuovo sito web raccoglie tutte le informazioni sulla nostra associazione, sulle sue finalità, sulle sue attività e progetti futuri.
In homepage troverete i titoli delle ultime notizie e degli articoli più recenti che pubblicheremo nella sezione “Notizie”.
Abbiamo dedicato una pagina speciale per il Nido delle Meraviglie.
Nella pagina “Dove Siamo” trovate tutti gli indirizzi delle nostre sedi e i recapiti telefonici.
Buona lettura a tutti.
— notizia pubblicata 360 giorni fa
La 45 ª Settimana sociale dei cattolici, nel centenario della loro istituzione, è occasione propizia per ritornare alle origini di un impegno civile e politico dei cattolici e per mettere in luce le radici culturali del loro pensiero sociale, che propone un progetto di democrazia orientata al bene comune, facendo leva sul solidarismo e sulla cooperazione, a partire dal riconoscimento del primato della persona.
L’excursus storico riportato alla memoria dei cattolici dal Documento Preparatorio per la 45ª Settimana sociale dei Cattolici Italiani (Pistoia/Pisa 18-21 ottobre 2007, Il bene comune oggi – un impegno che viene da lontano) segna le tappe dell’evoluzione di un pensiero e di un impegno che ha sviluppato in modo originale posizioni dottrinali e prassi ispirate con lungimiranza all’idea di una democrazia solidale e paritaria, di un popolarismo radicato nel tessuto del Paese e lontano dalle pretese elitarie di un liberalismo anticlericale o dalla visione marxista, massificata e deterministica della società. Si tratta di un secolo di storia, ancora tutto da narrare ricostruendo fatti e biografie, documenti non ancora acquisiti dalla coscienza culturale e civile del Paese, eppure preziosi per guardare al futuro.
Anche oggi i cattolici non possono abdicare ai doveri inderogabili della loro cittadinanza democratica, ma devono farsi carico del destino del Paese, vincendo le tentazioni individualistiche del pessimismo, dell’apatia, della rassegnazione e non cedendo all’idea dell’insignificanza per la mancanza di riferimenti a un solo partito politico.
D’altra parte la crisi della rappresentanza e la disaffezione nei riguardi della politica, pur presente tra molti cattolici, non ha impedito un impegno attivo nella società civile e nel volontariato, che rivela sempre una forte carica di solidarismo cristiano e di comunione.
Tuttavia la mancanza di visibilità e di unitarietà nell’impegno politico non può coincidere con l’insignificanza o il disinteresse dei cattolici, ma può tradursi in un’occasione propizia per scelte di laicità ispirate a quella “differenza cristiana” legata al magistero della Chiesa, libera da vincoli ideologici e totalmente adeguata alla gravità dei problemi che sono da affrontare, partendo dalla sincera ricerca del bene comune, inteso non come somma dei singoli beni individuali, ma come bene di tutta la comunità.
E se pensiamo che l’obiettivo di tendere al bene di ogni comunità scaturisce dall’impegno etico di ogni persona, a prescindere dal proprio credo religioso per la consapevolezza della comune umanità e del doversi impegnare a migliorare le condizioni di vita, per i cattolici in un mondo globalizzato si aprono spazi nuovi al dialogo e alla collaborazione con persone di culture diverse animate dalla medesima passione civile.
L’idea del bene comune richiama quello di un principio universale e chiama in causa la responsabilità individuale e sociale per l’identificazione dei diritti umani e delle res novae, che caratterizzano il nostro tempo come piattaforma di una ricerca attiva di corresponsabilità.
In un clima di relativismo etico ritorna come problema urgente la centralità della questione antropologica e il valore trasformante dell’etica cristiana, che abbraccia la sfera personale e collettiva sostanziandosi del dono della carità.
Per questo oggi occorre ripensare il senso della democrazia non come insieme di procedure, ma come rispetto della libertà e dei valori umanistici e valorizzare l’apporto che le formazioni sociali, come le associazioni, possono dare al bene comune.
In particolare l’associazionismo femminile rappresenta una scuola di democrazia e un fermento di solidarietà e di valorizzazione di ogni risorsa, perché le donne presenti trasversalmente in tutte le istituzioni, a partire dalla famiglia, rappresentano una forza di coagulo, di formazione umana e di comunione, che è la base essenziale del bene comune.
In tal senso il CIF nel riflettere su un tema nevralgico per la vita del paese, insieme alla propria disponibilità operativa, intende proporre un contributo di pensiero che attinge alla ispirazione cristiana, sociale e civile che ha coltivato fin dalle origini, “nella ricerca di strade praticabili e condivise per trasformare, umanizzandoli in senso pieno, gli spazi della convivenza” (CEI, Nota pastorale dopo Verona, Rigenerati per una speranza nuova: testimone del grande sì di Dio all’uomo, 18).
— notizia pubblicata 360 giorni fa
Le dirigenti del Centro Italiano Femminile, provenienti da tutte le Regioni e Province d’Italia, si sono impegnate durante tre giorni, nello studio e nell’approfondimento della problematica familiare nell’odierna società plurale.
Di fronte ai profondi e rapidissimi cambiamenti socio-culturali in atto, con i quali non è possibile esimersi dal confrontarsi e misurarsi, anche per quanto concerne l’ambito delle stesse relazioni personali, inter-personali e familiari, oltre che sociali, il Cif ha avvertito l’esigenza di un approfondimento delle problematiche sottese. E ciò in coerenza con la sua identità e conseguenti finalità: in quanto Associazione di donne, cittadine impegnate nella costruzione di una polis incentrata sulla persona e sul riconoscimento della sua dignità; in quanto Associazione di donne laiche che, da cristiane, si pongono al servizio delle persone e della società.
Le donne del Cif hanno quindi avvertito il dovere di entrare direttamente nel dibattito culturale che coinvolge la famiglia, oggi, per approfondirne natura e compiti in modo scientificamente fondato e non ideologico.
Al termine, quindi, del Convegno di studio, dopo un lungo percorso di riflessione e di confronto, è stato affermato il valore della famiglia-istituzione, fondata sul matrimonio, riconoscendo, ancora una volta, che tale valore non è questione cattolica, che possa dividere la società in “cattolici” e cosiddetti “laici”.
La famiglia-istituzione sociale è, infatti, concetto che, in quanto paradigma antropologico fondamentale, può essere declinato soltanto al singolare, fino a costituire un a-priori per la comprensione sia dell’essere umano, che della stessa organizzazione sociale. In questo senso, la famiglia, pur manifestando, nel processo storico forme diverse, empiricamente rilevabili, è struttura antropologica fondamentale che attraversa, variamente modellandosi, le diverse culture nel tempo, ma non nasce da queste, non costituisce un’invenzione umana, non può quindi non essere che “una”.
E’ sociologicamente verificato che le molteplici forme di famiglia, empiricamente rilevabili nel tempo e nelle culture, dipendono, infatti, da modi diversi di rapportarsi dell’uomo e della donna, in quanto coppia, per poter garantire, nelle rispettive situazioni storiche, il raggiungimento delle fondamentali finalità di solidarietà e di responsabilità sociale, anche nella prospettiva, tramite la procreazione, di una proiezione nel futuro che consente la realizzazione del succedersi delle generazioni. Come è evidente, ciò manifesta modalità diversificate, senza intaccare l’immutabile paradigma antropologico fondamentale. In questo senso, la famiglia, pur essendo profondamente inserita e coinvolta nei mutamenti storici, ne è, nello stesso tempo, nella sua essenza, “al di fuori” e “al di sopra”, cioè ne è “oltre”.
Di conseguenza, ogni pretesa di riconoscimento e/o legittimazione in quanto famiglia di esperienze che si allontanano e/o non corrispondono al paradigma antropologico fondamentale, fino ad eroderne sostanza e interpretazione – sia sul piano delle sue dimensioni personali, inter-personali che sociali – sono da considerarsi esperienze mimetiche e/o deformate dell’unico paradigma familiare fondamentale, umanamente possibile. Quando socialmente legittimate, tali esperienze danno quindi luogo ad un inganno giuridico ben diverso da una conquista socio-antropologica, fondata su una rivendicazione mirata all’affermazione dei diritti umani fondamentali, la cui pretesa di assolutezza è stata messa, fra l’altro, da più parti, attualmente, in discussione.
Inoltre dall’approfondimento compiuto nel corso del Convegno di studio è emersa anche l’inappropriata contrapposizione fra famiglia degli affetti e famiglia istituzione, contrapposizione che rivela, nella cultura diffusa, un’inquietante non conoscenza della realtà della comunità familiare e dell’istituto matrimoniale, i quali, l’una e l’altro, trovano, invece – nel reciproco, intenso rapporto d’amore e nella liberamente scelta volontà di comunione di vita, da parte di un uomo e di una donna – la causa della loro stessa ragion d’essere.
In questo modo, “comunità familiare” significa naturalità di rapporti, naturalmente vissuti, giuridicamente normati, per dare certezza a reciproco scambio, accoglienza, trasmissione della vita, produzione di valori e quindi di modelli culturali, sia su un piano verticale fra generazioni diverse, sia su un piano orizzontale, in quanto famiglia comunità, produttrice di relazioni personali e interpersonali al suo interno, proiettate e irradiate, nello stesso tempo, in modo del tutto coessenziale, sul tessuto sociale circostante. Una famiglia che, in quanto unitaria presenza nel tessuto sociale di base, “luogo” delle relazioni personali e interpersonali, si fa soggetto sociale e politico, nel significato più autentico. Viene così a chiarirsi la doppia valenza, coessenziale, riconosciuta alla famiglia dalla nostra Carta Costituzionale, in quanto istituzione naturale e sociale di base, privata e pubblica insieme.
— notizia pubblicata 360 giorni fa
Dal 14 al 17 gennaio prossimi si svolgerà a Roma presso l’Aurelia Convention Centre il 28° Congresso nazionale del Centro Italiano Femminile, dedicato al tema Donne e sviluppo della persona e della comunità. Per un nuovo umanesimo.
Nella recente enciclica “Caritas in veritate”, il Santo Padre ha sottolineato come lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità. Ed il Cif (Centro Italiano Femminile), associazione femminile cattolica, dal 1945 presente su tutto il territorio nazionale, esprime un volontariato organizzato delle donne, per le donne e per la società tutta, che anche grazie alla sua struttura, offre un esempio di esercizio consapevole di cittadinanza e di resistenza alle spinte disgregatrici e di isolamento in cui sempre più siamo immersi.
Durante il Congresso, le numerose delegate provenienti da tutta Italia, eleggeranno il Consiglio nazionale per il prossimo triennio (2010-2012) e vareranno un aggiornamento dello Statuto affinché sempre meglio l’Associazione possa testimoniare con coerenza i valori della solidarietà e della cittadinanza democratica , ispirati a principi cristiani.
In occasione del Congresso, patrocinato dal Ministro per le Pari Opportunità, e per il suo 65° anniversario, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto destinare al Cif, una Medaglia, quale suo premio di rappresentanza per testimoniare – scrive il Presidente – “l’apprezzamento per il lungo e appassionato impegno (del Cif) nel promuovere la partecipazione attiva delle donne alla vita sociale e civile del Paese, nel far progredire i loro diritti, nel tutelarne la dignità e nel contribuire all’affermazione dei principi di uguaglianza e di pari opportunità solennemente sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana”.
— notizia pubblicata 360 giorni fa
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